
Le donne umane e gli animali non umani: oggetti di oppressione, soggetti di liberazione.
Laboratorio di DanzaMovimento: incontrare se stessi e l'Altro per espandere le potenzialità comunicative del linguaggio non verbale e della parola.
concentramento per la manifestazione; piazza castello è strapiena, brulica di voci, di scritte, di musica.
i visi sono determinati, ma sorridenti; volantiniamo, barattando il nostro appello con altre idee, con inviti a feste sovversive.
il corteo parte, e si avvia per il centro di milano.
il nostro striscione azzurro cammina, a tratti disteso, a tratti arruffato, e si fa strada tra gli altri messaggi.
in tanti lo leggono, in tanti leggono il comunicato, riceviamo commenti, spesso positivi, a volte polemici o increduli.
passiamo per piazza duomo, ma certamente non ci lasciano percorrere il sagrato. la madonnina ci guarda, non troppo stupefatta: ne ha viste passare tante, e chissà cosa avrebbe pensato lei del diritto d'aborto?
il passo lento del corteo macina quei pochi chilometri a nostra disposizione, arriviamo in piazza della scala, troppo piccola per contenerci tutti.
appendiamo lo striscione bene in vista, e ci riposiamo un po', chiacchierando tra noi e con altri manifestanti, condividendo idee, spunti, discussioni.
sullo sfondo, un coro canta katiuscha.
i pochi partecipanti non umani, fortunati loro, si siedono in terra a riposare, mentre noi spostiamo il peso da un piede all'altro e cominciamo a desiderare una cioccolata calda.
pian piano la folla si disperde, restiamo in pochi, finiamo le discussioni e i confronti, raduniamo le nostre cose.
dal centro della piazza, leonardo ci guarda arrivare e andarcene. pochi lo salutano.