
Le donne umane e gli animali non umani: oggetti di oppressione, soggetti di liberazione.
(4-12-2008)
Racconto e foto della partecipazione di dEa al corteo del 22 novembre 2008
Chiara Certomà, «In relazione. Dall'Ecofemminismo all'etica dell'ambiente»
Nina, «Perché non mangio più la carne»
Agnese Pignataro, «Donne (e) animali:un nuovo percorso di lotta»
Val Plumwood, «Essere preda»
Presidio: Fuori il CAV dagli ospedali!
Comunicato di adesione alla mobilitazione dell'8 marzo 2008.
Guarda le foto della mobilitazione di Milano.
Molti pensano che chi non mangia animali e derivati animali lo faccia in nome di un generico rispetto per la «Vita»; in particolare, quando si discute la questione dell'aborto, ci si aspetta che vegetariani e vegani siano necessariamente sostenitori del diritto assoluto del feto a nascere anche contro la volontà della madre. Alcune/i vegetariane/i e vegane/i sono probabilmente di questa opinione, ma noi no, e in questo momento in cui l'attacco all'autodeterminazione delle donne in materia di maternità si fa sempre più violento vogliamo unire la nostra voce a quella di tutti gli altri soggetti della società italiana che si stanno mobilitando per difendere il diritto delle donne all'interruzione di gravidanza.
Rifiutando di mangiare animali, noi rifiutiamo quella concezione «essenzialistica» della vita che ritiene degna di rispetto e di esser difesa la sola vita umana persino nelle sue forme potenziali (embrioni e feti di poche settimane). Per noi, sono degni di rispetto e di essere difesi gli individui senzienti, che cioè sono soggetti di una esperienza cosciente, che sono in grado di provare sensazioni, di avere idee, di intrattenere relazioni emozionali e sociali con altri soggetti, che hanno una storia - anche minima - fatta di esperienze passate ed aspettative sul futuro. I miliardi di animali non umani abbattuti ogni anno per il consumo di carni e derivati rientrano in pieno in questa definizione ed è per questo che abbiamo scelto di non partecipare alla loro messa a morte diventando vegetariane/i e vegane/i.
Sappiamo che ritenere vite non umane adulte più degne di rispetto di vite umane, seppure potenziali, ci potrebbe far accusare di essere «anti-umani». Rifiutiamo questa accusa in modo fermo, per due motivi.
Primo, perché nel caso dell'interruzione di gravidanza sono in conflitto interessi di due vite umane delle quali l'una, quella del feto, è una mera esistenza biologica, mentre l'altra, quella della madre, è una esistenza storica con un suo passato ed una sua progettualità personale: sostenendo il diritto della donna ad abortire se lo ritiene necessario, noi valorizziamo la sua capacità di fare scelte responsabili nei confronti della propria maternità. Nell'alimentazione carnea, invece, c'è un conflitto di interessi talmente sproporzionato - la vita dell'animale mangiato contro una mera questione di abitudine e/o di gusto dell'umano che lo mangia – che dare priorità all'umano non valorizzerebbe altro che un'inutile crudeltà.
Secondo, perché criticando l'allevamento di animali per ricavarne prodotti da mangiare, ci opponiamo all'idea malsana che essi esistano solo come esemplari di certe loro funzioni biologiche (riprodursi ed ingrassare) piuttosto che come individui; sulla base di questa consapevolezza, individuiamo la stessa idea malsana all'opera nel discorso di coloro che vogliono impedire alla donna di scegliere se essere madre o no, negando la dimensione emozionale e sociale della maternità per ridurla a produzione di feti da difendere a qualunque costo, incatenando la donna alla sua biologicità e vedendo in lei solo un contenitore procreativo, e non un individuo dalle mille potenzialità e dai mille desideri. Non è una coincidenza se il pensiero patriarcale ha sempre collegato strettamente femminilità ed animalità: noi vogliamo liberare dal suo giogo l'una e l'altra.
Per questi motivi, nelle piazze italiane in cui verranno espresse le rivendicazioni delle donne l'8 marzo prossimo, auspichiamo ed incoraggiamo una presenza vegetariana/vegana, che faccia sentire la sua voce contro il patriarcato e in difesa della laicità, ed ovviamente contro lo specismo.
Vegetariane/i! Vegane/i! In piazza l'8 marzo!
Agnese Pignataro, Lyon (France)
Marco Reggio, Milano
David Olivier, Lyon (France)
Vera Ferraiuolo, Castellammare di Stabia (Na)
Caterina Strada, Cavallasca (Co)
Vincenzo Mastrolilli, Cavallasca (Co)
Antonella Corabi, Milano
Elizabeth Cherry, Athens (USA)
Coralie Fambrini, Bron (France)
Brunella Bucciarelli, Roma
Maresa, Milano
Matteo Bergna, Milano
Marina Rossi, Lodi
Priscilla Leone, Gargnano (Bs)
Elsa Dorella, Milano
Silvia Buzzelli, Monza
Elena Mazzarano, Trento
Cristina Coppero, Castelpina (Al)
Carmela Gambrone, Bergamo
Alessandra Conte, Milano
Diana Valente, Como
Paolo Rimoldi, Como
Alessandro Rimoldi, Como
Enrico Foschi
Alanna Mastromonaco, Campobasso
Deborah Frittelli, Arese (Mi)
Francois Pesce, Pistoia (Pt)
Gianni Trez, Venezia
Francesco Zamponi, Paris (France)
Aldo Sottofattori, Ivrea
Mina Gregucci, Grottaglie (Ta)
Antonio Meridda, Cagliari
Pina Vitelli, La Spezia
Anna Spina
Clelia Berti, Dormelletto (No)
Claudia Ursini, Roma
Eleonora Mandice, Grugliasco
Monica Quarta, Lecce
Stefania Pes, Alessandria
Loredana Zappalà, San Maurizio Canavese (To)
Giada Salerno, Milano
Gennj Regina
William Rossin, Cernusco Lombardone (Lc)
Simona Bas, Bologna
Emanuela Falcone, Legnago (Vr)
Stefania Bonifacci, Milano
Rosa Mario per l'assocazione Azimuth
Stefania Cusimano, Palermo
Linda Losi, S.Cristina (Pv)
Cristina Annoni, Meda (Mi)
Cecilia De Cola, Bologna
Gian Luca Vecchi, Quattro Castella (RE)
Massimo Terrile per il Movimento Antispecista
Chiara Mastini
Anastasia Mostacci, Verona
Francesco Fortinguerra, Roma
Sandra Di Muzio, Milano
Ivora Cusack, Marseille (France)
Yves Bonnardel, Lyon (France)
Simona Pagliarani, Rimini
Guido Cannarsa, Roma
Daniela Guerra, Imola
Daniela Casarini, Carpi (Mo)
Mariangela Annicchiarico, Grottaglie (Ta)
Nathalie Cornevin, Villejuif (France)
Sara Fergé, Bar le Duc (France)
Tiziana Valpiana
Béatrice Charvet, Saint-Raphaël (France)
Céline Pauly, Brousse-le-Château (France)
Maurizio Guerrini, Cremona
Emanuela Ambrosino, Marina di Minturno (Lt)
Attilio Augusto Angellotti, Carassai (AP)
Valentina Rozzi, Milano
Milena Auretta Rosso, Roma
Isabelle Bichon, Eveux (France)
Alice Martini, Sommacampagna (Vr)
Annalaura Sagramora e Federico Cancellieri per L'Associazione Dogwelcome, Como
Tiziana Cardella, Torino
Alessandra Ceretto, Vercelli
Marinella Ceretto, Vercelli
Séléna de Sade, Paris (France)
Christophe Chamulak, Paris (France)
Rémy Gastaud, Paris (France)
Séverine Rambaud, Torino
Luisa Mondo, Torino
Rosa Maria Delmastro, Meana di Susa (To)
Vincenzo Farrone, Pistoia
Carla Capella, Torino
Mara Snaidero, Padova
Giulia Mura, Lomagna (LC)
Ivano Corucci, Lomagna (LC)
Elisabeth Karcher, Marseille (France)
Florence Libert, Paris (France)
Stéphanie LeBlanc, Montréal (Canada)
Delphine Delétang, Nice (France)
Fabienne Dumont, Paris (France)
Eléonore Visart, Frasnes-lez-Anvaing (Belgique)
L'équipe de Tevanatera.fr, Montpellier (France)
Thomas Gaudy, Rouen (France)
Rémi Delepoulle, Paris (France)
Monique, France
Virginie Péan, Nantes (France)
Stéphanie Patpatian, Marseille (France)
Fabien Aubel, Strasbourg (France)
Claude Galabert, Paris (France)
Marie-Claire Tagnati, Courquetaine (France)
François Thevenon, Fontainebleau (France)
Fredrik Fält, Bankeryd (Sweden)
Maxence Gerbedoen, Paris (France)
Nicolas Belleudy, Allauch (France)
Carole Belleudy, Paris (France)
Marie-Rose Heckmann, Marseille (France)
Caterina Menegoni, Torino
Dominique Joron, Lodeve (France)
Nicole Verbist, Genval (Belgique)
Mattia Baldo, Santa Cristina e Bissone (Pv)
Marta Bosoni, Milano
Charlotte Clement, Marseille (France)
Solene Perot, Varsovie (Pologne)
Julie Crespin, Sannat (France)
Jonathan Tricot, Lamazière-Basse (France)
Laurence Berset, France
Delphine Labrousse, Saint-Julien-en-Genevois (France)