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Le donne umane e gli animali non umani: oggetti di oppressione, soggetti di liberazione.

Ultimi aggiornamenti

(17-11-2008)

Comunicato per il 22 novembre 2008: «Nessuno è schiavo per natura»

Val Plumwood, «Essere preda»

Attualità

20 novembre, Tradate (VA):

Proiezione del documentario Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi

22 novembre, Roma:

Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne

29 e 30 novembre, Tradate (VA)

Laboratorio di scrittura creativa, con Mia Parissi

16 maggio 2009, Milano e Lione:

Banner Veggie Pride

Végétari'elles

Nel 2002, trenta donne hanno risposto all'appello lanciato dalle edizioni La Criée:

«Sei una donna vegetariana o vegana? O non vegetariana? Hai voglia di partecipare ad un libro che tratterebbe la questione: perché sono vegetariana, o vegana? o perché non lo sono?»

La loro testimonianza si esprime attraverso la scrittura, il disegno e l'edizione. Végétari'elles, paroles de femmes autour du végétarisme (Végétari'elles, parole di donne sul vegetarismo) è il frutto di questo lavoro.

Il libro può essere consultato e scaricato gratuitamente (in francese) nel sito delle edizioni La Criée. Finora, sono state tradotte in italiano le testimonianze di Clotilde, Lisa, Nelly e Jacotte.

Sintesi dell'introduzione dell'editrice.

Traduzione: Agnese Pignataro

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In Occidente, il vegetarismo è ancora un modo di vivere marginale, che a volte meraviglia. Cosa motiva certe donne a scegliere il vegetarismo? O perché altre non si pongono la questione? In che modo queste scelte, o non scelte, sono vissute? Tali questioni – e molte altre ancora – sono affrontate attraverso queste testimonianze; gli argomenti si completano o si contraddicono. Ad ognuna la sua posizione e il suo percorso. Se le donne vegetariane e vegane che hanno risposto a questo appello lo sono innanzitutto per gli animali, alcune valorizzano anche altri argomenti: ecologisti, per il Terzo Mondo, per la loro salute. Ma tutti i contributi lasciano trasparire molte emozioni e non indulgono nel compiacimento. Le autrici testimoniano la propria messa in discussione, il divario familiare e sociale suscitato dalla loro scelta, le resistenze che incontrano; esse sottolineano le incoerenze della nostra società, che consuma certi animali e ne protegge altri a seconda della specie, e per la quale la stragrande maggioranza degli animali non conta assolutamente nulla... esse esprimono anche la loro gioia di essere in armonia con se stesse, la facilità di diventare vegetariana/vegana, la soddisfazione che questo dà loro. Alcune autrici non vegetariane raccontano perché non hanno varcato la soglia, le pressioni sociali che incontrano, o semplicemente le proprie debolezze.

Perché le donne? Perché nella nostra cultura le donne prendono la parola pubblicamente meno degli uomini, esprimono in special modo le loro emozioni e si appoggiano con meno spontaneità a delle teorie. Lo scopo non è di escludere gli uomini, ma di valorizzare le donne.

Questo libro vivo, scorrevole e ricco nei contenuti, partecipa alla lotta per gli animali.