
Le donne umane e gli animali non umani: oggetti di oppressione, soggetti di liberazione.
(17-11-2008)
Comunicato per il 22 novembre 2008: «Nessuno è schiavo per natura»
Val Plumwood, «Essere preda»
Proiezione del documentario Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi
Manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne
Laboratorio di scrittura creativa, con Mia Parissi
Testimonianza tratta dal libro Végétari'elles. Traduzione: Ery.
Al ritorno da un'uscita al cinema da sola, mi lascio sedurre dal pensiero di dare un ultimo bacio al mio innamorato prima di andare dormire; non è solo, ma accompagnato da una banda di amici buontemponi e l'alcool ha instaurato un'atmosfera piuttosto rilassata e conviviale.
Quand'ecco, a partire da una discussione di taverna (nel testo, «bouchon lyonnais», ristorante tipico di Lione, che serve cucina tradizionale lionese, come salsicce, paté d’anatra o arrosto di maiale) e dell'arte di presentare il fois gras, arriviamo per un’associazione di pensieri al grido del maiale sgozzato - il proprietario della suddetta taverna organizza la festa del maiale, ai mattatoi di Corbas dove invita famiglia, amici, cuochi, ed altri fini degustatori di ogni genere.
Mi aspetto ingenuamente un’ombra di disapprovazione su questo rito barbaro, e ad un minimo di rispetto per l'animale che paga con la sua vita il piacere di masticare una salsiccia o il piacere mascellare causato dallo strappo della carne da una costata, «del filetto per favore!».
E invece no! Dài Jacotte, scendi dal tuo pianeta dove si dà del vegecat al gatto, c'è aria di specismo generale!
Ed eccoli tutti partiti in uno slancio di frenesia generale, di scoppi di risate, di progetti di registrazione di questo «patrimonio sonoro», massa sghignazzante a malapena disturbata da un'amica, da una piccola voce femminile di sottofondo, che trova che comunque è uno schifo. Neanche più l'energia di oppormi, sono troppo forti nel numero e nella loro crudeltà.
Come possono rallegrarsi con decenza dell'assassinio di un maiale e della possibilità per alcuni di loro di ricavarne qualche traccia analogica sul supporto di un mini-disc? ...
Decisamente, non capisco gli uomini, non sentono dunque nulla, si corazzano fintanto che le emozioni non affiorino più in superficie?????... FORMATTAZIONE RIUSCITA.
O è piuttosto il timore di perdere la loro autorità stabilita, nel riconoscere che gli altri esseri viventi sono tutti capaci di una certa forma d'intelligenza, di ricettività e di sentimenti?
Mi perdo in questo mondo e mi sento molto isolata ed incompresa in questo tipo di contesto, allora raccolgo silenziosamente le mie cose e mi eclisso senza pronunciare una parola d'opposizione. La mia espressione di lutto parlerà per me.
R. mi accompagna alla porta, ben cosciente del disagio che causa la mia partenza, ma non posso dargli sinceramente il bacio per il quale ho scalato i 5 piani. Presa sul vivo, non posso neppure pensare di essere messa a confronto, attraverso la sua mediazione, con amici così crudeli, per quanto buontemponi siano. Non garantisco per la tradizione gastronomica francese, rifiuto di difenderla a colpi di coltelli sanguinanti.
Ben risoluta stasera a non mescolarmi più a simili ambienti, raggiungo la rue des Cappuccins passando per la rue Ste Catherine, la rue del Khebab, la strada delle pile di tranci di cadaveri arrostiti... e tutto continua a nausearmi, ad aggredirmi.
E tutto mi sembra essere stato fabbricato allo scopo di far piacere alla razza dei dominanti.